la Varana

l'antro periglioso in cui le menti acute possono trovar pane per i loro neuroni. Ma anche no.

Chi sono

Utente: Varana
un rettile no?

Commenti recenti

utente anonimo in mancanze

Links

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 15 aprile 2008

auguri Silvio

caro Silvio,
non mi sei mai piaciuto e nemmeno oggi che per la terza volta (e per grazia della natura speriamo ultima) devo vederti trionfare in groppa a Bossi&Co., mi sento di dire che ti vedo sotto un'altra luce.

Non sono geneticamente portata per adeguarmi al tuo stile e al mood del Partito delle Libertà, non ho i vestiti, le scarpe ma, soprattutto, la fisionomia del volto adatta.
 
Non sono come la Carfagna e la Brambilla, grandi donne con grande pelo sullo stomaco, che hanno veramente capito cosa bisogna fare per farsi strada all'interno di un partito, alla faccia delle Finocchiaro e delle Bindi.

Non sono come la Lega che brucia i tricolori e poi marcia su Roma sì, ma per accaparrarsi l'amatriciana migliore da Fortunato al Pantheon. Federalismo sì, ma non dello spaghetto.

Non sono come Fini che rinuncia alla sua identità e a quella di qualche milione di italiani che l'ha votato per stare al calduccio sotto la tua ala protettrice (facendo peraltro notevole sforzo visto quanto è alto lui e quanto sei basso tu). A volte avere il potere e stare in cima è più difficile di come sembra.

Non sono come Veltroni che sceglie coscientemente "Cronaca di una morte annunciata" come testo filosofico del nuovo partito sapendo che questa scelta pagherà fra qualche anno, ma avendo altresì coscienza della pioggia di guano sotto cui condanna milioni di elettori. 

Non sono come i Bertinotti, i Diliberto, i Fassino&D'Alema che tanto hanno fatto autocritica, ma tanto sono rimasti inchiodati sulle posizioni da non vedere per quasi ventanni in che direzione stava andando il loro "popolo della sinistra".

La società cambia e l'essere umano di oggi ha bisogno di qualcosa di più dell'indicazione di un bersaglio contro cui sparare
La vita vera è al bar e in ufficio, in palestra e a scuola, in fabbrica, nella discoteca, dal giornalaio, in libreria, dal medico, negli luoghi pubblici e negli ospedali, sui camion in viaggio tra Palermo e Aosta, nei campi, sui treni, per strada.
La vita vera richiede un'enorme spirito di sacrificio, la capacità di mediazione, di dialogo, perchè "il popolo" lo sa che il mondo non si divide in destra e sinistra, in bene e male, bianco e nero. "Il popolo" conosce la differenza tra il vivere e il parlare della vita.

Ma anche in questo contesto così sfumato mi sento di non voler cedere al relativismo assoluto; credo alla teoria della società liquida ma non mi arrendo al fatto che questo debba significare un'anarchia dei comportamenti, una casbah di luoghi comuni, una ratatouille di singolarismi senza certezze civiche e senza prospettive comuni a lunga scadenza.
E questo, evidentemente, non ha niente a che fare con il credo politico

Al di là di ogni elezione, nessuno mi convincerà mai che un condannato può sedere in parlamento, che il clientelismo è d'uso comune e quindi va accettato, che il rispetto per lo Stato e le Istituzioni è un optional non necessario (nemmeno per taluni Ministri della Repubblica), che non fare figli è peccato o, peggio, una consuetudine dei nostri tempi più che un problema di cecità politica ed economica che mette una pesantissima ipoteca sul futuro della nazione.

Non potrò mai concordare sul fatto che sputare per terra, abbandonare cani e anziani (rigorosamente in ordine di importanza), non fare la raccolta differenziata e non pagare le tasse sono diritti del cittadino offeso.

Non dirò mai che la merda è buona, Moggi una vittima del meccanismo, che un signore come Napolitano non può sedere al Quirinale (altrimenti Silvio, se lui non può, come farai tra 5 anni ad accomodartici tu?).

Non potrò essere smossa dalla certezza che Stato laico e diritto di culto siano due facce della medaglia della democrazia; che economia e finanza deve far crescere il paese e non comandarlo in modo occulto a favore di pochi.

Sono sicura che il futuro è sempre nel dialogo tra le parti affinchè tutti possano guadagnarci e non solamente le consuete èlite. La soluzione a problemi complessi non può essere raggiunta senza il contributo di tutte le parti in causa.
E questo vale anche per te perchè purtroppo non sarà sempre facile ignorare quei 20 milioni di italiani che conoscono l'esatto significato della parola libertà.

Insomma, auguri Silvio.
Sono convinta che in questo clima così complesso servono davvero anche a te.

tua affezionata oppositrice.

postato da: Varana alle ore 14:07 | link | commenti (4)
categorie: politica, futuro, berlusconi, governo
venerdì, 25 gennaio 2008

vinca il migliore

Sogno una politica fatta di gente PERBENE.

Persone che sappiano con certezza distinguere, nei principi fondamentali,
ciò che è bene e ciò che è male per un PAESE CIVILE E DEMOCRATICO
e che abbiano ben chiara la distinzione tra i poteri.

Desidero ardentemente avere la difficoltà a scegliere tra candidati
MOTIVATI, PREPARATI, EDUCATI che abbiano scelto di dedicare la loro esistenza alla Stato,
di impiegare le loro facoltà per la crescita del Paese, di essere ricordati per l'impegno profuso
per rendere le ISTITUZIONI AUTOREVOLI, CREDIBILI, RISPETTATE.

Voglio che chi mi rappresenta sia MIGLIORE di me
perchè è chiamato a programmare con profitto il mio futuro e quello dei miei figli,
è chiamato ad AMMINISTRARE CON LUNGIMIRANZA I FONDI che gli sono affidati
gestendo i bisogni della popolazione, promuovendone lo sviluppo sociale e culturale.

Voglio che la definizione ONOREVOLE torni ad avere un significato forte,
slegato dai privilegi che conferisce a chi se ne fregia e al suo network di amici e parenti.
E' una RESPONSABILITA' rappresentare tante persone, significa domandarsi ogni giorno
se ci si sta GUADAGNANDO IL RISPETTO di chi ha riposto fiducia in noi.

E' necessario avere la FORZA MORALE E INTELLETTUALE per spiegare ai semplici le cose difficili,
per sacrificarsi per primi per un bene superiore e comune al fine di dare IL BUON ESEMPIO
e promuovere un virtuoso meccanismo di imitazione. Voglio UOMINI E DONNE che mi rendano orgogliosa per come mi rappresentano all'estero.

Voglio vedere nei parlamentari la SERIETA', la PAZIENZA E IL BUON SENSO dei bravi genitori
che operano scelte anche difficili, sapendo che forse gli procureranno l'ostilità momentanea dei loro figli
ma che un giorno li ringrazieranno per quei no motivati, anche soltanto per avergli dato la motivazione
e l'energia per scegliere una strada diversa, per CRESCERE autonomamente.

Bramo funzionari dello Stato senza protervia, da ammirare, che lascino nei loro figli
storie di ORDINARIA DEDIZIONE al bene comune e uno straordinario esempio
di COERENZA, di impegno quotidiano, di ricerca e approfondimento nei propri compiti.

Forse è utopia o forse dipende da noi che dobbiamo impegnarci con il voto a scegliere i migliori
per il paese e non solo per i nostri singoli interessi.

E PRIMA ANCORA DOBBIAMO DIGNITOSAMENTE E SILENZIOSAMENTE SCENDERE IN PIAZZA
A CHIEDERE AI PARTITI DI PRESENTARE CANDIDATI SERI, RISPETTABILI, COERENTI
E CHIARAMENTE DOTATI DELLE QUALITA' INDISPENSABILI PER GOVERNARE:
COMPETENZA, SERIETA', ONESTA', COERENZA, CIVILTA', SENSO DELLO STATO.

Chi ne ha la facoltà deve comprendere ed aiutare gli altri a capire
che questo momento storico richiede sacrificio, impegno quotidiano
e una visione più ampia del proprio orto.
Richiede la rinuncia a qualche privilegio a favore di una distribuzione più coerente
delle risorse e dei diritti primari, perchè questo significa a lungo termine una migliore
condizione di vita per tutti.

Forse io non ne beneficierò, ma sapere che potrei fare realmente qualcosa
per lasciare ai bambini di questa e della prossima generazione
un'eredità migliore di quella che ho avuto io mi renderebbe orgogliosa.

Più ci rifletto, più mi sembra impossibile nascondere la testa sotto la sabbia,
lasciando il campo in pasto a personalità becere, avide, cieche.
Più ci penso, PIU' MI SEMBRA INGIUSTO NON FAR SENTIRE ANCHE LA MIA VOCE
DI PERSONA NORMALE, EDUCATA,  che si scandalizza ancora sapendo che vive in un paese
in cui una condanna per corruzione, associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta
o appropriazione indebita, non è sufficiente a far lasciare una poltrona.
O che ad una figura istituzionale sono permessi senza conseguenze serie insulti, risse
e atteggiamenti inaccettabili per il ruolo che ricopre.

Più ci penso, più mi sembra che PER TROPPO TEMPO HO LASCIATO SCORRERE
DAVANTI AI MIEI OCCHI QUESTE IMMAGINI RIPROVEVOLI senza realmente occuparmene.
Anche soltanto decidendo di scrivere una lettera ad un quotidiano, un libro,
un diario o, semplicemnte, un post come questo, dove CONDIVIDERE IL DISAGIO
con la mia rete di conoscenze, magari trovando qualcun altro con lo stesso sentire,
con gli stessi desideri e magari con capacità migliori delle mie per esprimerli e renderli concreti.

Nonostante tutto, NON HO ANCORA PERSO LA SPERANZA.
postato da: Varana alle ore 08:54 | link | commenti (4)
categorie: futuro, crisi, desiderio, governo