è come quando, periodicamente, preso da un impeto di vita,
decidi di lanciarti tutte le sere per locali
a fare incetta di facce, occhi, musica, birra, kebab, sigarette e storie di altri esseri umani.
un mese, due, tre e l'ingordigia cresce parallelamente alla stanchezza fisica e mentale.
e per riposarti cadi nel tranello delle domande: perchè? ne ho veramente bisogno?
ma non stavo bene pure a casa mia a guardare il dr. House dopo cena?
ecco con facebook è più o meno la stessa cosa.
per carità è assolutamente geniale.
ti fai tante risate a guardare e commentare foto,
a scrivere nelle bacheche, a mandare poke (?!), piantine,
a ricevere mille inutili inviti ad iscriverti ai gruppi più improbabili.
sicuramente è utile per tornare in contatto con persone morte e sepolte dal tempo.
(e c'è da chiedersi...ma se erano morte e sepolte un motivo ci sarà stato no??)
ma io sono una vecchia reazionaria ormai
e ogni tanto (anzi spesso) ho voglia di tornare qui, nel mio posto,
nella mia tana su Splinder dove sono la padrona di casa
e c'è poco affollamento, poco rumore e ci viene proprio solo chi vuole.
ho desiderio di stare qui a pontificare sul fatto che non ci sono più le mezze stagioni,
che forse si stava meglio quando si stava peggio,
che a volte la vita ti ricompensa di una grande mazzata con una felicità insperata.
solo qui posso confessare di aver ormai elaborato
una complessa teoria sul satanismo sentimentale
e di essere pronta a dare alle stampe iun saggio sul tema scritto a 4 corna
con il mio esimio collega Demone del II girone infernale come me.
è qui che voglio scrivere dei sorrisi, degli abiti su misura,
delle mutande di caramelle, delle sottovesti viola,
dei viaggi in Sardegna, a Dublino, in Egitto, alle Maldive, a New York, in Sudafrica
e in tutte le destinazioni del pianeta che il mio squinternato gruppo di vicini rumorosi
ha deciso di raggiungere quest'anno.
è qui che voglio dire che sono felice ma fa male,
che sono orgogliosa ma stanca,
che sono pronta ma anche no.
qui, nella mia tana.
che se proprio dovessi scegliere, sicuramente seppellirebbe
il poliedrico "libri in faccia" :)