La mia vita, quella di tutti,
a volte assomiglia a terra smossa dai lombrichi.
Prima tutto fermo, poi tutto di nuovo in movimento
senza direzione, senza forma.
Soltanto un mucchio di terra e creature in fermento.
Accadono cose,
alcune persone rinvengono dal torpore
e si compiacciono di ciò che vedono allo specchio la mattina.
Anche se l'immagine non ha niente a che vedere con l'anima.
Ma l'anima si può tenere nascosta anche tutta la vita,
l'importante è costruire la giusta felicità.
Altri sprofondano, inesorabilmente, nel brodo dei loro terrori
e consumano senza riguardo tutto ciò che li circonda.
Le mattine sono nere e vischiose, le notti pesanti, i rapporti impossibili.
Il passato e il presente perdono valore, spessore.
Il futuro è una sciocchezza.
Amori giovani e fragili si sgretolano contro malintesi verbali
che sottindendono ben più gravi nature irrequiete.
I nuovi colpevoli delle nostre disgrazie autodeterminate
crescono e si moltiplicano.
Passioni intense si limitano ad annusarsi da lontano
perchè non è più tempo di buttarsi,
perchè ormai siamo così e che ti vuoi mettere a cambiare...
E gli occhi negli occhi smettono di avere significato,
si arrendono di fronte all'ineluttabilità del contingente.
Lombrichi, lombrichi e terra.
E io sono in tutto questo e da nessuna parte.
In ogni parola c'è un volto, una storia, un dolore e un sorriso.
Ma non è più tempo di proclami, di battaglie coi vessilli spiegati al vento.
Già da un po' ho scelto un silenzio complice
che mi aiuta a godere del buono che mi circonda,
prima di tutto con me stessa.
Un silenzio che mi aiuta a stringere i denti quando la nostalgia morde
o a fare un respiro profondo e ricominciare
quando la vita si accanisce ingiustamente
contro di me o contro chi mi è caro.
L'amore, volente o nolente, mi circonda da quando sono nata,
è solo che, come i lombrichi, non sta mai fermo
e allora ogni tanto faccio fatica a riconoscerlo.
Ma c'è, lo sento muoversi e smuovere la terra...
...e concimare il mio futuro.