...ora di che cazzo ti lamenti?
Ecco.
Più o meno sarebbe questo che direi ad un amico/a
che si trovasse nella mia situazione.
Magari con maggiore delicatezza,
magari con due o tre parole in più
ma la sostanza non cambierebbe.
Le persone mi cercano per un'iniezione di realtà,
obiettività,
visione prospettica.
Per la capacità di dire "ok se vuoi proseguire su questa strada,
ma ricorda che la consapevolezza è tutto".
Eccola lì la parolaccia: consapevolezza.
Qual è la mia oggi?
Facciamo finta che non ce ne sia una?
Dai, dai posso dormire ancora 5 minuti??
E' la stessa storia, sempre.
La consapevolezza cresce in me,
è una tenia irrefrenabile affamata di risposte
mentre io non ho voglia nemmeno di farmi le domande.
Eppure devo,
perchè ho la responsabilità verso me stessa
non tanto di evitare una ferita dolorosa (per quello è tardi),
ma almeno di non lasciare irrisolti.
L'orizzonte è fin troppo chiaro:
la disparità sentimentale divide, azzanna, incupisce,
toglie freschezza, spontaneità e gioia.
E purtroppo non c'è molto da fare.
Si potrebbe tentare, gestire, valutare,
fare esperimenti....ma vale davvero la pena?
Forse sì, ed è questo che ancora non mi fa essere risoluta.
L'idea c'è ma per oggi la lasciamo a casa.