Mi hanno raccontato una favola bellissima
e anche se lo so che il principe azzurro non esiste,
io a questa favola ci ho creduto per un'intera giornata.
"C'era una volta una principessa un po' sfigata
che non essendo ricca doveva lavorare per vivere.
Girava sempre da una parte all'altra affannandosi
per poi tornare la sera nella sua casetta
dove, purtroppo, non c'era nessuno ad aspettarla.
Un giorno però, era molto tardi e lei era molto stanca,
tornò a casa e trovo' una sorpresa: qualcuno era entrato!
Non mancava nulla, anzi, poggiate qui e là c'erano degli oggetti non suoi.
Convinta di essere vittima di un'allucinazione
la principessa decise di ignorare quello strano accadimento
e si dedicò a se' stessa facendo un bagno ristoratore.
Emergendo dai vapori però ebbe un'altra sorpresa:
in casa c'era una presenza!
Timorosa ma determinata, la principessa andò a vedere chi fosse
e rimase letteralmente di stucco: nella sua cucina si affaccendava
un principe azzurro (lo riconobbe per via del look azzurro e della scritta "principe" sulla schiena)
che tutto sorridente le disse "accomodati, la cena è quasi pronta".
La principessa, basita, a quel punto cadde in uno stato di shock
dal quale si risvegliò soltanto 24 ore dopo,
incapace di capire se ciò che era accaduto
fosse vero o solamente frutto della sua sempre vivida fantasia.
Ricordava:
una cena intima, deliziosa e afrodisiaca,
un dopocena talmente appassionato da lasciare senza parole,
una notte di sonno perfetto,
una colazione da regina e un dopo colazione da censura,
una gita fuori porta tra lazzi, frizzi, sguardi e dolcezze discrete.
E in tutte queste cose un lampo d'azzurro sempre presente,
così bello da sembrare inventato.
Ancora oggi la principessa non sa dire se tutto ciò sia accaduto realmente,
l'unica cosa di cui è certa, tornando alla realtà,
è la sensazione di aver vissuto per un intero giorno completamente "felice e contenta".
E questa principessa sa che, a volte, un giorno vale un'intera vita."
La mia vita, quella di tutti,
a volte assomiglia a terra smossa dai lombrichi.
Prima tutto fermo, poi tutto di nuovo in movimento
senza direzione, senza forma.
Soltanto un mucchio di terra e creature in fermento.
Accadono cose,
alcune persone rinvengono dal torpore
e si compiacciono di ciò che vedono allo specchio la mattina.
Anche se l'immagine non ha niente a che vedere con l'anima.
Ma l'anima si può tenere nascosta anche tutta la vita,
l'importante è costruire la giusta felicità.
Altri sprofondano, inesorabilmente, nel brodo dei loro terrori
e consumano senza riguardo tutto ciò che li circonda.
Le mattine sono nere e vischiose, le notti pesanti, i rapporti impossibili.
Il passato e il presente perdono valore, spessore.
Il futuro è una sciocchezza.
Amori giovani e fragili si sgretolano contro malintesi verbali
che sottindendono ben più gravi nature irrequiete.
I nuovi colpevoli delle nostre disgrazie autodeterminate
crescono e si moltiplicano.
Passioni intense si limitano ad annusarsi da lontano
perchè non è più tempo di buttarsi,
perchè ormai siamo così e che ti vuoi mettere a cambiare...
E gli occhi negli occhi smettono di avere significato,
si arrendono di fronte all'ineluttabilità del contingente.
Lombrichi, lombrichi e terra.
E io sono in tutto questo e da nessuna parte.
In ogni parola c'è un volto, una storia, un dolore e un sorriso.
Ma non è più tempo di proclami, di battaglie coi vessilli spiegati al vento.
Già da un po' ho scelto un silenzio complice
che mi aiuta a godere del buono che mi circonda,
prima di tutto con me stessa.
Un silenzio che mi aiuta a stringere i denti quando la nostalgia morde
o a fare un respiro profondo e ricominciare
quando la vita si accanisce ingiustamente
contro di me o contro chi mi è caro.
L'amore, volente o nolente, mi circonda da quando sono nata,
è solo che, come i lombrichi, non sta mai fermo
e allora ogni tanto faccio fatica a riconoscerlo.
Ma c'è, lo sento muoversi e smuovere la terra...
...e concimare il mio futuro.