la Varana

l'antro periglioso in cui le menti acute possono trovar pane per i loro neuroni. Ma anche no.

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domenica, 22 marzo 2009

sono come tu mi vuoi

ma non era meglio, amore mio, dire le cose come stavano?

non era meglio, dico io, confessare la debolezza, dichiarare le incertezze,
sputare tutto quel dolore velenoso?

come hai potuto pensare che fosse meglio per noi tenerlo tutto dentro?

e ora, ora che non sono affatto come tu mi vuoi,
ora che sai che non potrò esserlo mai, come ti senti?
cosa senti?

ti senti dalla parte del giusto dopo avermi messo addosso
il vestito della cattiva ragazza piena di vizi e segreti?
ti solleva davvero credermi promiscua, ambigua, traditrice seriale?

eppure pensa, amore deluso e deludente, che invece ero proprio come mi volevi,
ero pronta, attenta e lavoravo per essere la donna che avrebbe meritato
tutto il tuo mondo, tutta la tua vita.

che peccato, amore sciocco, un peccato davvero non saper guardare a fondo
nei miei occhi limpidi e passionali,
innamorati della vita e di tutte le sue curiose sfumature.

che dolore sapere che i miei sorrisi, che sono sempre candidi,
si sono persi in occhi torbidi che invece di gioirne ne hanno sofferto.

che spreco perdere l'opportunità di conoscere a fondo il mio corpo e i suoi nei,
la mia anima colorata e le sue anse misteriose e forse, sì, a volte un po' ardite.

ma tutto quello che ti rimane oggi di me invece fa rima con puttana,
fa rima con desideri inespressi e incomprensioni maligne.

ogni giorno porto con me un bagaglio che si fa sempre più pesante,
porto amicizie difficile, errori imperdonabili, nodi talvolta così complessi
che per scioglierli non rimangono che le forbici.

ma non mi attacco mai ad un principio primo,
non mi sento mai dalla parte del giusto a prescindere.
i miei errori me li digerisco a forza di maniche rimboccate e largo impiego di neuroni.

e a volte intorno a me cadono foglie ma rimangono alberi splendidi e solidi
sui quali so di potermi arrampicare per cercare rifugio e riposo dalla cattiveria del mondo.
Alcuni sono lì da anni, altri crescono piano piano grazie ad un paziente lavoro quotidiano
che prevede mente e cuore aperto e zero pregiudizi.

così, una volta ripreso fiato, posso ricominciare a muovermi,
a guardare la vita saltellare intorno a me e scoprire di nuovo come se fosse la prima volta
la gioia immensa di un grazie, di un bacio, di un gesto dato o ricevuto con amore.

e l'amore, per quanto possa sembrarti ingiusto mio adorabile ex-amore,
non è una cosa così ben definita come ti farebbe comodo.

l'amore è in 4 ore fuori da un ambulatorio in attesa di una risposta,
è in una notte di sesso senza impegno che da' calore e sorrisi,
l'amore è in un no grosso e doloroso pronunciato al momento giusto,
è in una carezza sulla testa proprio quando stai per cedere allo sconforto.

l'amore è maschio e femmina insieme, a volte è sporco e ruvido,
non si ferma davanti alle definizioni, alle gerarchie e alle leggi,
ti scavalca, ti calpesta e si impone prima ancora che tu abbia il tempo di dire a.

l'amore è in un sabato di sole al mare con la tua famiglia allargata che,
tra un cartoccio di fritti e un bicchiere di vino,
ti fa sentire veramente a casa, ti guarda senza filtri e sa chi sei.

io non so quanto amore ci sia ora nella tua vita,
ma so che ce n'è stato molto fino a che hai circolato nella mia,
quindi, sempre in nome dell'amore che non si cancella con un colpo di straccio,
ti consiglio di guardare meglio a quelle strane forme di vita che hai incontrato da queste parti,
e ti auguro di capirne il valore e di farti invadere dalla loro incredibile energia.

ti auguro proprio di tutto cuore di trovarti con noi nella parte calda del mondo,
quella che vive sbagliando, cade gridando e si rialza sorridendo.

con amore,
dalla donna che, per fortuna, non sarà mai come tu la vuoi.
postato da: Varana alle ore 22:38 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 11 marzo 2009

la misura delle cose

ci sono cose piccole che possono diventare molto grandi
e cose enormi che a volte si trasformano in piccolezze.

mi siedo e aspetto.



postato da: Varana alle ore 17:49 | link | commenti (4)
categorie:
lunedì, 09 marzo 2009

vita selvaggia

non è il titolo del prossimo documentario di quark,
ma semplicemente la definizione che meglio si addice
a questo mio pezzetto di percorso.

dopo anni di esercizio per imparare a controllare
l'anima furastica e le reazioni inconsulte,
alla fine come al solito l'ha avuta vinta la natura.

e dato che l'inizio del 2009 ha portato quasi solo scompigli,
a un certo punto ho deciso di lanciarmi nella mischia
al grido di guerra "ma sti cazzi!"

pertanto, lasciati alle spalle i ragionamenti perniciosi
ho cominciato sistematicamente a scardinare e smantellare,
disgregare e mescolare, fare esperimenti, sbagliare
e sbagliare ancora.

mi sveglio la mattina e do' retta solo agli istinti primari.
unica eccezione il lavoro che comunque, al momento,
mi da' non troppe soddisfazioni cerebrali
ma almeno mi consente il mantenimento dello stile di vita.

ma, di grazia, indove mi porterà tutto ciò?
è un'involuzione o un progresso?
una fase o un cambiamento effettivo?
è buono o cattivo?

ma sti cazzi!

tanto i risultati non li governo,
mi sono illusa per tanto tempo di averlo fatto
ma poi, guardando bene dentro gli accadimenti,
vedi che di tutto quello che costruisci
poi non rimane molto.
le certezze sono fragili, le delusioni sempre in agguato,
l'ipocrisia una malattia dominante contro la quale
è quasi impossibile vincere.

e allora in questo momento in cui è impossibile
dare una definizione alle cose,
scelgo di abbandonarmi alla mia mutevole natura,
prendermi il meglio possibile dal mondo che mi circonda,
mordere e graffiare chi mi ostacola.

qualcuno senz'altro si farà male
ma purtroppo è così che vanno le cose in natura.

roar.
postato da: Varana alle ore 15:24 | link | commenti
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