la Varana

l'antro periglioso in cui le menti acute possono trovar pane per i loro neuroni. Ma anche no.

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giovedì, 29 gennaio 2009

la buffa natura del bastardo

è innegabilmente maschio
ma spesso tende a comportarsi come una donna
in piena sindrome premestruale.

Ad esempio:

"hai detto questo ma in realtà io so che volevi dire..."

"mi hai offeso ma non importa ti perdono"

"ti ho perdonato ma sei comunque stata cattiva/pesante/inopportuna/stronza"

"io soffro ma non te lo dico perchè non fa uomo
e poi così quando
fra un mese lo scopri ti senti in colpa"

"non voglio vederti ma non azzardarti a pensare
che questo significa che non mi frega niente di te..."


P - A - U - R - A.


Si salvi chi può,
per gli altri posso consigliare solo la meditazione zen.
postato da: Varana alle ore 16:34 | link | commenti (2)
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martedì, 27 gennaio 2009

l'anno del bastardo

A parte i BSOD (giovani, scapestrati, adorabili musicisti montanari)
che mi piacciono da morire,
ho come l'impressione che si stia aprendo una nuova era del bastardo.

La pioggia, l'odore di pericolo che aleggia da qualche settimana,
gli sguardi "vorrei ma non voglio", i silenzi sporchi e le parole tese
sono tutti segnali inequivocabili dell'arrivo della piaga.

Il bastardo c'è, è silenzioso ma lo sento aggirarsi,
si nasconde tra le pieghe di una quotidianità da ricostruire,
pastosa e lattiginosa come questo tempo di gennaio.

Il bastardo si affaccia appena, per vedere che aria tira,
per cogliere il momento migliore per palesarsi in tutto il suo splendore.

Ed è qui la sua arma più raffinata: il bastardo è bello.
E' carismatico, intenso, pieno di sfumature nelle quali perdersi
è facile come nelle calli veneziane, vicoli che portano a tutto e a niente.

La sua luce di piombo esplode a tratti,
ti acceca, ti disorienta e quando riapri gli occhi
il bastardo è scomparso o, peggio, ancora lì, indifferente e immobile,
come se nulla fosse accaduto.

Agitarsi non serve.
L'esperienza fortunatamente mi ha insegnato che quando il bastardo arriva,
puoi solo mettere qualche imbottitura in più e sfoggiare il tuo sorriso migliore.

Non ci sono altre armi per combatterlo e, in fondo,
nemmeno tutta questa necessità.
Senza il bastardo questa vita avrebbe decisamente meno gusto
.
postato da: Varana alle ore 18:06 | link | commenti (3)
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venerdì, 23 gennaio 2009

poesia lat(r)ina

Dolce micidiale agonia a cui non so oppormi.

(Anonimo - 23.11.08 - cesso di un pub)
postato da: Varana alle ore 11:20 | link | commenti (1)
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mercoledì, 21 gennaio 2009

l'anello mancante

Stamattina finalmente ho potuto indossarlo di nuovo.
Lo metterò solo oggi, per dare valore
a ciò che ieri ha avuto la sua degna conclusione.

Non mi brucia più indossare questo simbolo di metallo
sul medio della mano sinistra.
Guardandolo ora provo "soltanto" un sentimento denso,
pieno di sfumature eppure netto.

Questo oggetto, tondo e quadrato, arricchito dalla sua misteriosa scritta
è lo scrigno che contiene tutta la nostra consapevolezza di coppia.

Oggi sorrido con gli occhi umidi per ciò che è stato.
Oggi posso pensarti senza macchie e sentirti veramente mio.
Oggi posso occuparmi di nuovo di me stessa e dei miei percorsi.

Per questo e per molto altro, grazie.
postato da: Varana alle ore 14:43 | link | commenti (1)
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mercoledì, 14 gennaio 2009

quello che mi hai insegnato

Oggi il silenzio non mi spaventa più.
Non ho più bisogno di affollare tutte le mie giornate di rumore,
riempirle di contenuti, spunti, azioni, idee.
Posso stare a guardare il soffitto mentre il mio cervello ronza appena.


Ho smesso quasi del tutto di litigare per ogni sciocchezza.
Non me la prendo più per ciò che è ineluttabile,
affronto gli imprevisti con il coraggio di chi è consapevole
che al massimo impegno corrisponde sempre soddisfazione.
Anche in assenza di risultato positivo.


Ho imparato di nuovo a parlare di me.
Non ho difficoltà a svelare chi sono, cosa amo e cosa detesto,
da dove vengo e dove vorrei tentare di andare.
Non temo più il giudizio degli altri
ma cerco sempre il confronto con chi mi ama.


Sorrido spesso e volentieri,
dico di sì con grande naturalezza,
a volte faccio persino progetti a lunga (media va'...) scadenza.
Guardo avanti con maggiore fiducia nelle mie possibilità.

E tu che mi hai insegnato tutte queste cose,
che mi sei stato vicino mentre provavo a metterle in pratica
facendo anche da cavia,
ora non sei qui a vedere che bel lavoro che hai fatto.

E' un peccato sai?
Soprattutto perchè forse nel tanto prodigarti per me,
hai dimenticato di dedicare a te il tempo necessario
per sciogliere i tuoi nodi,
per sentirti a tuo agio,
per trovare fiducia, conforto e sostegno in chi ti sedeva accanto.

Ma io credo nella buona semina e quindi aspetto fiduciosa
un raccolto ricco e profumato.
Il tempo, almeno in questo, non è un nemico.
postato da: Varana alle ore 19:45 | link | commenti (2)
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venerdì, 09 gennaio 2009

work in progress

Forse infine imparerò ad amare l'uomo.

Così distante da tutto ciò che io chiamo perfezione
eppure così integrato nelle forze primordiali.

Il percorso sembra portarmi verso questa ultima consapevolezza,
o meglio, verso la fusione con l'altra metà della mela.

La vita mi spinge, tra lividi e lacrime, alla comprensione,
mi costringe ad accogliere la differenza
e l'attrazione inevitabile che da essa si genera.

Credo non ci sia più molto da capire,
piuttosto moltissimo da vivere.

Voglio imparare ad amare l'essere in quanto tale
al di là della persona che vi si cela.

Magari il segreto è tutto qui
.
postato da: Varana alle ore 16:41 | link | commenti
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venerdì, 02 gennaio 2009

good morning duemilanove

non ti aspettavo così,
ma alla fine sei voluto arrivare per forza...
e allora eccoci qua, faccia a faccia,
a capire come ci dobbiamo misurare.

sei arrivato in anticipo,
a piedi.
ti sei presentato avvolto dal fumo delle chesterfield
con quel mezzo sorriso sulle labbra
che assomiglia tanto al mio.

un anno che ti si pianta davanti così
è decisamente da guardare con curiosità e sospetto,
con timore e rispetto.

troppo carico di aspettative già disilluse,
troppe emozioni attorcigliate,
troppi alcolici traditori e cibo tendente al barocco.

e poi, sicuro senza volerlo, hai portato con te COSE.
tante cose.
di nuovo musica, di nuovo cinema, di nuovo confronti serrati
ad ore tanto piccole da tornare ad essere grandi.

ed ecco che riprovo quella sensazione quasi dimenticata del
"tornoacasaconilcorpospentoeilcervellodannatamenteacceso".

ed ecco migliaia di fili da annodare e sciogliere
per trovare la combinazione del giorno,
perchè cambia tutto così rapidamente che a guardarsi allo specchio
quasi non ci si sta dietro.

come un ciclo inevitabile, si ripropone l'era del dubbio,
il degno avversario di sempre, quello che mi tira fuori il meglio e il peggio,
quello che mi costringe a rispolverare alcuni organi interni
perchè il cervello da solo non basta, ci vuole la pancia.

così mi preparo ad affrontarti caro 2009,
con gli anni che mi schiaffeggiano e io che indomita li sfanculo.

ne riparliamo il 31 dicembre.


ah, dimenticavo: ciao.
postato da: Varana alle ore 18:55 | link | commenti
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