Rhum se ne sta placido e torbido nella sua poltrona di vetro.
Non ha bisogno di trucchi per presentarsi,
la sua storia è il suo fascino.
Ti guarda lascivo e maleducato, sapendo che è solo questione di tempo
e poi lo prenderai. E lui in pochi attimi ti tradirà.
Vodka arriva ed è chiara, apparentemente innocua
nella sua veste trasparente appena abbellita da un tocco di giallo limone.
E' fresca e a volte profuma di frutta e tu pensi che una cosa così
non potrà mai ferirti e allora cedi. E sbagli.
Magari ci mette un paio di giri ma alla fine immancabilmente ti bastona.
Vodka e Rhum si guardano da lontano,
separati da un'autostrada di legno scuro che sembra non finire mai.
Sentono di avere in comune lo spirito avventuroso (soprattutto lo spirito),
ma sanno di appartenere a due galassie inconciliabili,
di non essere proprio fatti l'uno per l'altra.
Così tornano ciascuno a colpire le proprie vittime,
senza pensarci, tutto d'un fiato.
dopo tanto tempo sto imparando a guardare lontano,
a superare il momento che affoga, che strozza, che pressa.
con un gli occhi oltre l'orizzonte e i piedi ben saldi sul terreno
cerco di svelare il mistero del lento mutare dell'anima di ciascuno.
i fantasmi mi inseguono in questo castello infinito
ma ho il piede più veloce, o forse loro il fiato più corto.