la Varana

l'antro periglioso in cui le menti acute possono trovar pane per i loro neuroni. Ma anche no.

Chi sono

Utente: Varana
un rettile no?

Links

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 29 aprile 2008

in fondo a DESTRA

Il paese invecchia e invecchiando si diventa più conservatori.
Tutto qui.
postato da: Varana alle ore 12:08 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, 28 aprile 2008

il calendario impegni

tanto per gradire maggio sarà un mese intenso.

3/4 maggio: TORINO

4/9 maggio: PARMA

13/18 maggio: FIRENZE

22/23 maggio: MILANO

e se il mio capo mi da' le ferie...25 maggio/2 giugno: MALTA


manco i rolling stones se fanno certi tour :-S

postato da: Varana alle ore 16:21 | link | commenti (3)
categorie:
giovedì, 24 aprile 2008

Cortellesi for President

Cortellesi























http://www.youtube.com/watch?v=dIMFyIUbvrA&NR=1

IO AMO QUESTA DONNA..."E LO RIVENDICO CON ORGOGLIO"!
postato da: Varana alle ore 19:28 | link | commenti (5)
categorie:
mercoledì, 23 aprile 2008

La solita sbobba per cervellotici

Hai ragione sai? Perdo colpi.

Lentamente, impercettibilmente, ogni giorno un frammento di lucidità mi lascia per sempre, aprendo un vuoto non più grande del foro di una spilla, ma sensibilmente più profondo.

È come se il mio intelletto piano piano si sgretolasse e i miei neuroni si tramutassero in granelli di polvere che si disperdono nell’aria, finendo poi miseramente catturati dal panno Swiffer dell’oblio.

Ho ancora meravigliose intuizioni certo, guizzi di brillante presenza e capacità che a volte sorprendono anche me: nell’arco di tempo variabile che precede il sonno riesco perfino a far quadrare tutti i cerchi e a raggiungere una consapevolezza che rasenta la serenità.
Ma sono attimi, soltanto pillole sedative in una tempesta rabbiosa di dubbi ed incertezze.

Qualche volta il circolo diventa veramente vizioso, il vortice di domande senza risposta - o con risposte del tutto superflue - prende il sopravvento e mi sfinisce:
dov’ero? Cosa ho fatto? Cosa non ho detto? Avrei potuto fare di più?
O avrei dovuto, soprattutto, fare meno?

Poi, così senza motivo, ogni tanto mi ricordo che mi sarebbe piaciuto essere una cantante ed esibirmi davanti a migliaia di persone per riceverne l’adorazione come un elisir di lunga vita.
Oppure fare la ballerina. Anche, a volte,
l’imperatore o il papa in effetti.

Mi ha sempre incuriosito sapere cosa si prova davanti ad un pubblico che è lì per te, quali emozioni bisogna gestire e cosa ti viene a mancare quando sembra che hai tutto. Perché poi ognuno ha le sue rogne, per quanto immune possa sembrare.
Ed è forse proprio questo assioma che mi disturba di più, questa ineludibilità della sofferenza a dispetto della propria posizione, dei propri vantaggi e fortune, questa drammatica certezza che, volenti o nolenti, si finirà tutti six feet under.
E non sono pienamente convinta che il modo in cui avremo vissuto farà veramente la differenza.

Ma in fondo a te non importa delle mie tribolazioni mentali, tu che ne sei sempre stato morbosamente attratto e altrettanto disgustato, tu che ti copri di bolle non appena il terzo neurone si intromette nella conversazione alzandone il tono. In realtà, quasi per punizione, credo di aver identificato in te l’icona umana cui far presente il mio stato d’animo attuale.

Rassegnata, braccata dai pensieri circolari, drammaticamente consapevole e in balia della distanza incolmabile tra idea e azione, mi muovo con lentezza sperando di riuscire a faticare il meno possibile.
Non riesco a riepilogare correttamente tutto quello che la mia corteccia cerebrale secerne durante la giornata, non posso dire quello che vorrei e mi trovo costretta a costruire delle conversazioni impeccabili cui non manca niente tranne l’anima, constatando che purtroppo spesso il dettaglio non viene notato.

Ora, qui, ti faccio depositario di questa inutile verità: sono stanca di me e non ho trovato ancora un incentivo per rottamarmi e passare al modello successivo.
L’insoddisfazione mi divorerà, rendendomi sempre più impermeabile agli accadimenti umani e celesti, fino a che nessuno ci farà più caso e non si ricorderà nemmeno di che colore era il mondo prima.

 

postato da: Varana alle ore 18:06 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, cervello, personalitĂ 
martedì, 15 aprile 2008

auguri Silvio

caro Silvio,
non mi sei mai piaciuto e nemmeno oggi che per la terza volta (e per grazia della natura speriamo ultima) devo vederti trionfare in groppa a Bossi&Co., mi sento di dire che ti vedo sotto un'altra luce.

Non sono geneticamente portata per adeguarmi al tuo stile e al mood del Partito delle Libertà, non ho i vestiti, le scarpe ma, soprattutto, la fisionomia del volto adatta.
 
Non sono come la Carfagna e la Brambilla, grandi donne con grande pelo sullo stomaco, che hanno veramente capito cosa bisogna fare per farsi strada all'interno di un partito, alla faccia delle Finocchiaro e delle Bindi.

Non sono come la Lega che brucia i tricolori e poi marcia su Roma sì, ma per accaparrarsi l'amatriciana migliore da Fortunato al Pantheon. Federalismo sì, ma non dello spaghetto.

Non sono come Fini che rinuncia alla sua identità e a quella di qualche milione di italiani che l'ha votato per stare al calduccio sotto la tua ala protettrice (facendo peraltro notevole sforzo visto quanto è alto lui e quanto sei basso tu). A volte avere il potere e stare in cima è più difficile di come sembra.

Non sono come Veltroni che sceglie coscientemente "Cronaca di una morte annunciata" come testo filosofico del nuovo partito sapendo che questa scelta pagherà fra qualche anno, ma avendo altresì coscienza della pioggia di guano sotto cui condanna milioni di elettori. 

Non sono come i Bertinotti, i Diliberto, i Fassino&D'Alema che tanto hanno fatto autocritica, ma tanto sono rimasti inchiodati sulle posizioni da non vedere per quasi ventanni in che direzione stava andando il loro "popolo della sinistra".

La società cambia e l'essere umano di oggi ha bisogno di qualcosa di più dell'indicazione di un bersaglio contro cui sparare
La vita vera è al bar e in ufficio, in palestra e a scuola, in fabbrica, nella discoteca, dal giornalaio, in libreria, dal medico, negli luoghi pubblici e negli ospedali, sui camion in viaggio tra Palermo e Aosta, nei campi, sui treni, per strada.
La vita vera richiede un'enorme spirito di sacrificio, la capacità di mediazione, di dialogo, perchè "il popolo" lo sa che il mondo non si divide in destra e sinistra, in bene e male, bianco e nero. "Il popolo" conosce la differenza tra il vivere e il parlare della vita.

Ma anche in questo contesto così sfumato mi sento di non voler cedere al relativismo assoluto; credo alla teoria della società liquida ma non mi arrendo al fatto che questo debba significare un'anarchia dei comportamenti, una casbah di luoghi comuni, una ratatouille di singolarismi senza certezze civiche e senza prospettive comuni a lunga scadenza.
E questo, evidentemente, non ha niente a che fare con il credo politico

Al di là di ogni elezione, nessuno mi convincerà mai che un condannato può sedere in parlamento, che il clientelismo è d'uso comune e quindi va accettato, che il rispetto per lo Stato e le Istituzioni è un optional non necessario (nemmeno per taluni Ministri della Repubblica), che non fare figli è peccato o, peggio, una consuetudine dei nostri tempi più che un problema di cecità politica ed economica che mette una pesantissima ipoteca sul futuro della nazione.

Non potrò mai concordare sul fatto che sputare per terra, abbandonare cani e anziani (rigorosamente in ordine di importanza), non fare la raccolta differenziata e non pagare le tasse sono diritti del cittadino offeso.

Non dirò mai che la merda è buona, Moggi una vittima del meccanismo, che un signore come Napolitano non può sedere al Quirinale (altrimenti Silvio, se lui non può, come farai tra 5 anni ad accomodartici tu?).

Non potrò essere smossa dalla certezza che Stato laico e diritto di culto siano due facce della medaglia della democrazia; che economia e finanza deve far crescere il paese e non comandarlo in modo occulto a favore di pochi.

Sono sicura che il futuro è sempre nel dialogo tra le parti affinchè tutti possano guadagnarci e non solamente le consuete èlite. La soluzione a problemi complessi non può essere raggiunta senza il contributo di tutte le parti in causa.
E questo vale anche per te perchè purtroppo non sarà sempre facile ignorare quei 20 milioni di italiani che conoscono l'esatto significato della parola libertà.

Insomma, auguri Silvio.
Sono convinta che in questo clima così complesso servono davvero anche a te.

tua affezionata oppositrice.

postato da: Varana alle ore 14:07 | link | commenti (4)
categorie: politica, futuro, berlusconi, governo
giovedì, 03 aprile 2008

V-zine

Vday02.04.08

 

V-MEETING n°4:
chinese style a casa di Dharma

V-favoloso

V-esilarante

V-Playa de Troya

V-simpatia ingombrante

V-"brivido blu" tagliato con la mezzaluna

V-sharmelsheik holiday

V-piastra e phon pronte in 11 minuti netti

V-splendide dee insolenti.

Il V-FACTOR fa la differenza.
Il V-FACTOR è bellezza e potere.
Il V-FACTOR è genetico e incancellabile.
Il V-FACTOR ci aiuterà a conquistare il mondo...

...o perlomeno un posto al sole in alta stagione :-D

Vgirls ruleZ!

postato da: Varana alle ore 15:03 | link | commenti (10)
categorie: donne, meeting, favoloso