venerdì scorso, dopo una serata passata tra un buon concerto, un pessimo cocktail,
alcuni musicisti ammiccanti e diversi discorsi su massimi sistemi e minimi termini,
scortata lisiù alla patatonamobile,
le due sorelle si ritrovano in auto pronte per il rientro a casa.
E lì, alle due di notte, nel parcheggio del Geronimo's con il termometro a 0 gradi
ecco materializzarsi la vera perla di saggezza del mese, ma anche dell'anno.
sorella fame: "...eh...che ti devo dire...ci vuole pazienza..."
sorella sete: "no sorè, non ci vuole pazienza, ci vuole solo il tanga giusto!"
sipario.
applausi.
eterna gratitudine per l'illuminazione.
Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.
(da Cento sonetti d'amore - XLVIII sonetto - Pablo Neruda)
Sembra vero, magari lo è o lo sarà,
solo per te, solo per noi.
In ogni caso è un morbido atterrare su parole d'altri
che per me hai cercato, scelto e fatto tue.
Ogni ora sarà buona per un verso che nasce da te
e si trasforma, infine, in dedica a tutti coloro che sudano
per la faticosa conquista del nobile sentimento,
che impietoso si nasconde tra luce ed ombra.