quasi 500 € di vaccinazioni.
e ancora non ci siamo mossi da roma.
il primario del centro malattie infettive e profilassi del viaggiatore,
vestito come Freddy Mercury al top della carriera,
ci consiglia di vaccinarci perfino contro le unghie incarnite,
pare endemiche in Madagascar.
noi chiaramente approfittiamo per vaccinarci anche contro il Lupus,
come perdere questa occasione???
fatto questo e versato metà dello stipendio nelle casse della ASL,
passiamo dalla dottoressa incaricata di sforacchiarci le braccia.
Parla come un mitraglia e ogni 160 parole riesce anche a dirne un paio sensate.
Purtroppole altre 158 sono devastanti.
Cito un solo aneddoto della nostra mitica che, oltre a vaccinarci, presumo avrebbe dovuto rassicurarci sul nostro viaggio:
dottoressa: "ricordo una ragazza ad esempio che è andata in Mauritania....ed è morta!"
ing.+varana: "ma come? di cosa? NON SI ERA VACCINATA?"
dottoressa: "no, è andata in bicilcetta, però poi le è venuta l'appendicite e l'ambulanza che la trasportava all'ospedale ha avuto un incidente."
ing.+varana: "???????????????????? ah è morta per l'incidente...."
dottoressa: "no è morta dopo"
ing.+varana: "allora è stata l'appendicite...."
dottoressa: "beh sì ma la colpa è sua...le sembra sicuro andare in bicicletta in Mauritania? è pericoloso!!!"
a questo punto l'ing. ha dovuto mimare un attacco cardiaco per soffocare le risa e io mi sono dovuta alzare e correre fuori dalla stanza fingendo di avere al telefono Kofi Annan.
Oltre a questo la dottoressa ci ha consigliato nell'ordine:
- di non mangiare carne cruda (ovvio) ma anche cotta (ovvio?????) perchè potrebbe essere stata cotta male o tenuta fuori troppo tempo o contaminata o venire da Plutone...
- idem come sopra per il pesce
- niente intingoli (?!?!?!??!), niente frutta (soprattutto lontanoi dalle TIPICHE fragole del Madagascar), niente verdura. Nemmeno negli alberghi di lusso che ci sono costati come un SUV coi sedili in pelle. Praticamente secondo lei dovremmo stare digiuni 15 giorni.
- coprirsi di giorno e di notte (anche se ci sono 50°) e spruzzarsi l'AUTAN blu anche nelle orecchie, dormire avvolti nelle zanzariere e preferibilmente con una lampada ammazza mosche infilata nelle mutande.
- non fare il bagno in acque stantie, ferme, viscide, fangose, putride, puzzolenti e piene di animali cattivi, affamati e con i denti acuminati (ma va?!?!?! e noi che non vedevamo l'ora...)
- non parlare con gli sconosciuti e non accettare caramelle da loro.
- non dare confidenza ai lemuri perchè sono puzzoni e della lazio.
- disdire il viaggio e prenotare una pensione vista mare a Cattolica.
E MENO MALE CHE GLI ITALIANI ERANO UN POPOLO DI VIAGGIATORI!!!!
pensa se fossimo stati sedentari...per spaventarci un altro po' la dottoressa avrebbe mimato un attacco di malaria e febbre gialla contemporaneamente e ci avrebbe portato un caso umano malato di ebola all'ultimo stadio!
Che amarezza...più che altro per il portafoglio...perchè di una cosa potete stare sicuri: se de qualcosa devo morì in Madagascar, sarà senz'altro per incauto trangugiamento di tutti i cibi disponibili sull'isola!!!! e che cazz!
ok già lavorare il weekend è surreale,
ma questa volta le perle non sono mancate davvero.
Destinazione: Spoleto.
Missione: Trofeo Ginnastica Ritmica.
Si inizia la mattinata di sabato con un incontro fatale alla stazione Termini: uomo sulla quarantina, belloccio, biondarello, alto e vagamente nordico, dotato di cappotto di pelliccia e cammeo gigante come fermacravatta. Geniale.
Si prosegue con un viaggio di 1 ora e 20 sul treno con l'allegra compagnia di 6 amiche di mezza età, strombazzanti al punto tale che i System a cannone nell'Ipod nulla hanno potuto contro i discorsi delle vegliarde:
vegliarda 1 "ma oggi con queste convivenze non si capisce più nulla, sono pericolose..."
vegliarda 2 "infatti! soprattutto con la situazione patrimoniale: se si lasciano la casa a chi rimane???"
Dopo questo stordimento di assurdità venali, si giunge finalmente a destinazione e si lavora una mezza giornata. Le ore passano piacevolmente grazie anche all'incontro con una sveglia ventenne di perugia che ci racconta come una fra le più tranquille province italiane sia ormai sconvolta non tanto dall'omicidio di una poveretta, ma piuttosto dall'assedio dei media che, ravanando nel torbido, cercano a tutti i costi di trasformarla in una Gomorra dei giorni nostri.
Per fortuna accorre in nostro aiuto il fidanzato di Spoleto della suddetta ventenne perugina che, guardando una sfilata di concittadini in costume totlamente fuori contesto, con una perla di autoironia ci regala un sorriso pre-cena (con relativa calata umbra): "certo che non si possono proprio guardare...ci dobbiamo per forza fa riconoscere...semo proprio shpoletini!!!"
La serata si conclude con una lauta cena che ci lascia sufficientemente appesantite per cadere in un sonno profondo.
La giornata di domenica però rappresenta il vero clou del weekend.
Avendo la mattina libera, decidiamo per una passeggiata turistica che parte dal Duomo.
Entriamo nel luogo di culto durante la messa, giusto il tempo per sentire il parroco scagliarsi veementemente contro Babbo Natale e questi bambini maleficamente moderni che si ostinano a scrivergli lettere chiedendo Ciccio Belli a profusione.
Ci resta il dubbio della predica costruita ad arte e drammaticamente poco aggiornata sui desiderata dei più piccoli, probabilmente più propensi a chiedere una playstation che l'antiquato bambolotto sbavone.
Ci trasciniamo per i vicoli giusto il tempo di acquistare una bottiglia di Sagrantino, una di Nocino e un paio di barattoli della miracolosa Salsa Spoletina che, si vocifera, sia in grado di curare anche fratture e reumatismi.
Uscendo dal negozio di leccornie rimaniamo folgorate da due esponenti della fauna strusciante del centro città: una coppia radical-chic con a seguito levriero addobbato con copertina leopardata.
L'incontro ci colpisce al punto che decidiamo, senza indugio, di rifugiarci nella Trattoria del Festival per affogare i nostri dispiaceri in una zuppa di farro e lenticchie.
E lì avviene l'incontro più pregno di significato.
La locale locandiera, nonchè poetessa, Katiuscia Patrizi, già attrice al finaco del Filini e della Pina nazionali in opere note più che altro su Plutone, con un piglio da Wanna Marchi dei tempi migliori ci propina l'acquisto del suo libro di poesie "Cuore nudo" in abbinamento ad una bottiglia di novello. Chiaramente incapaci di resistere a cotanta offerta e, soprattutto, ormai sopraffate dalle lenticchie e dai salumi locali, mansuete acquistiamo l'opera e la bottiglia alla modica cifra di 15 euri.
Descrivervi dettagliatamente il contenuto del libro che comprende capolavori del calibro di "Femmine sbandate" e "Amico morto", intervallati da una foresta insensata di puntini di sospensione, non mi è possibile.
Sappiate soltanto che la lettura di queste pagine sulla via del ritorno, in treno, accanto ad un povero prete malcapitato, mi ha procurato lo slogamento della mascella e l'aumento delle rughe intorno alle labbra. Metterò in conto alla perfida Katiuscia!!!