la Varana

l'antro periglioso in cui le menti acute possono trovar pane per i loro neuroni. Ma anche no.

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giovedì, 31 maggio 2007

orrore immobiliare

in questi giorni l'ennesimo immondo episodio di cronaca nera
mi ha portato a riflettere su un aspetto marginale ma a mio avviso significativo:
l'orrore immobiliare impersonificato da "la villetta".

ora, senza voler far passare in secondo piano l'evidenza
della tragica natura dell'essere umano che,
così come tende a generare la vita in modo spesso superficiale,
altrettanto tende con molta facilità a toglierla,
mi voglio soffermare sulla sindrome morbosa catastale.

Di cosa si tratta?
E' per la precisione una sindrome che coglie i media
in occasione di simili fatti e che li costringe a dare
eccessiva rilevanza alla forma abitativa delle vittime.

"La villetta degli orrori"
"L'orrore si è consumato nella tranquilla villetta"
"Una famiglia che viveva nella villetta isolata"
"Forse in quella villetta si nasconde il segreto del delitto".

Che sia una congiura contro le agenzie immobiliari specializzate in
"tranquille bifamiliari in complesso a schiera"?

Oppure, peggio, ci vogliono dire che "la villetta" in se' porta il germe della follia omicida?

O, ancora, ricordarci tronfi di saggezza popolare che "la casa nasconde ma non ruba"
(ne' zoccoli, ne' mestoli direi)
e anche "se questi muri potessero parlare..."?


Ormai rassegnata alla ridondanza di inutili particolari che si susseguono nei TG
e nelle trasmissioni così dette di approfondimento,
mi domando:
ma morire in una villetta è meglio o peggio che in appartamento? si soffre di più o di meno?

vogliamo magari fare una classifica delle "villette più dell'orrore" degli ultimi 20 anni?

vogliamo sentire un architetto che ci spieghi come la struttura della classica villetta può portare più velocemente al tragico epilogo?

vogliamo interpellare un esperto di feng shui che ci chiarisca una volta per tutte come dobbiamo disporre i mobili al fine di evitare che i nostri compagni o figli ci aprano la testa con un'ascia?

o un botanico che ci illumini su come la componente tossicologica del trifoglio per il prato influisca sugli istinti omicidi?

non so, ma a dire il vero, non ho più voglia di queste cazzate.
c'è un'altra vittima da piangere per un gesto doppiamente brutale.
Un'assassino da prendere, processare e condannare.
Una famiglia distrutta con dei bambini da consolare.

E tutto questo possibilmente nei giusti tempi televisivi,
prima del prossimo e più appetibile delitto in villetta.

postato da: Varana alle ore 14:28 | link | commenti (2)
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lunedì, 28 maggio 2007

profumo

eppure mi sembrava una volta
di saper sentire il profumo dei tigli dopo la pioggia.

era l'odore del viale del lago
così familiare e denso di malinconici pensieri.

era l'odore degli anni di prigione
tra il corpo che scalpita e la mente che esplode.

sono gli anni in cui credi nel potere del futuro,
gli anni in cui una notte può cambiarti la vita
e un giorno durare più di quanto tu riesca a sopportare.

la luce era diversa,
la pelle era intatta,
io non esistevo ancora come oggi.

e pioveva.
e quel profumo, senza che io lo sapessi,
mi si era già tatuato nell'anima.

postato da: Varana alle ore 09:31 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 18 maggio 2007

back again

a volte ritornano.
anche se mai uguali a prima.

La mia mente e il mio corpo hanno litigato da almeno 1 mese e mezzo
e i risultati devastanti vanno dall'insonnia alla colite,
dal mal di testa all'amenorrea, passando per la gastrite e i brufoli.
Senza dimenticare il sempre gradito contributo dell'esaurimento nervoso.

ma tant'è.
pare che sia questo l'inferno che dobbiamo affrontare
per poterci godere...esattamente cosa?!?!?!?
ed è questo in effetti il punto più spinoso:
ma se stiamo sempre a lavorà,
da una parte all'altra dell'italia, dell'europa,
prendendo treni la domenica notte alle 4,
aerei come noccioline, facendo turni forzati davanti al pc fino alle 10 di sera,
passando da firenze a milano come da boccea a torrevecchia,
facendo gli operai e i manager contemporaneamente,
esattamente dopo che ci resta?

no perchè il risultato è che
c'è chi si perde i compleanni,
chi vede il parrucchiere come un miraggio
chi c'ha troppo sonno pure per dormire,
chi si deve fare un'aerosol al minuto per respirare,
chi non si nutre abbastanza e chi si tuffa nel cibo per consolarsi,
chi non si gode abbastanza il frutto meraviglioso che ha partorito.

c'è insomma un risultato che oggettivamente non mi sembra soddisfacente.

ma continuiamo a riflettere e non riusciamo a staccarci.
il salto ci sembra troppo pericoloso per chi ha casa e figli da mantenere
ma anche per chi tiene alla propria indipendenza.

ma forse la paghiamo troppo cara questa libertà.
ci penso un altro po', ma non troppo.

e intanto faccio una bella linguaccia al mondo.
non serve a molto ma rilassa.

DSCN5202

postato da: Varana alle ore 15:13 | link | commenti (4)
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